Città vivibili, città 30

Città vivibili, città 30

Ti piacerebbe vivere in una città dove puoi guidare tranquillamente, respirare aria pulita, goderti il silenzio e spostarti facilmente a piedi o in bicicletta? Se la risposta è sì, allora dovresti sapere che esistono delle soluzioni per rendere le città più sicure, verdi e vivibili: si chiamano città 30km/h e zone 30. Forse hai già sentito parlare di questi termini, ma sai esattamente cosa significano e quali sono le differenze tra loro? In questo articolo ti spiegherò tutto quello che devi sapere su queste due iniziative che stanno cambiando il volto delle città italiane ed europee.



Città 30km/h: una scelta coraggiosa e innovativa

Una città 30km/h è una città che ha deciso di abbassare il limite di velocità a 30 km/h in tutte le sue strade, tranne quelle dove è indicato diversamente. Si tratta di una scelta politica forte e visionaria, che coinvolge l’intero territorio comunale e che ha come obiettivo principale quello di ridurre il numero e la gravità degli incidenti stradali. Infatti, secondo gli studi, se si riduce la velocità da 50 a 30 km/h, si riduce del 50% il rischio di morte per i pedoni e del 40% per i ciclisti in caso di impatto. Ma non solo: una città 30km/h ha anche altri vantaggi, come:

La riduzione delle emissioni di gas serra e di altre sostanze inquinanti, che contribuiscono al riscaldamento globale e alla compromissione della salute pubblica.
La riduzione del rumore, che è una fonte di stress e di disturbo per i residenti e per gli animali.
La promozione della mobilità sostenibile, cioè l’uso di mezzi di trasporto alternativi all’auto, come la bicicletta, il trasporto pubblico, il car-sharing, ecc.
Il miglioramento della qualità della vita, del benessere e della coesione sociale, grazie alla creazione di spazi pubblici più sicuri, accoglienti e vivaci, dove le persone possono incontrarsi, socializzare e svolgere attività ricreative.
Per diventare una città 30km/h, però, non basta cambiare i cartelli stradali: bisogna anche modificare il codice della strada, che attualmente prevede un limite di 50 km/h nelle aree urbane, e adeguare la segnaletica, che deve essere chiara e visibile. Inoltre, bisogna coinvolgere e sensibilizzare i cittadini, gli operatori economici e le altre istituzioni, per creare una cultura della sicurezza e del rispetto reciproco tra gli utenti della strada.

Zone 30: una misura flessibile e adattabile

Una zona 30, invece, è un’area della città dove il limite di velocità è fissato a 30 km/h, ma solo per alcune strade o quartieri. Si tratta di una misura più limitata e flessibile, che può essere adottata dai singoli comuni in base alle loro esigenze e caratteristiche. Una zona 30 non richiede una modifica del codice della strada, ma solo una delibera comunale e una segnaletica adeguata.

Le zone 30 hanno gli stessi benefici delle città 30km/h, ma in scala minore. Inoltre, hanno il vantaggio di essere più facili da realizzare e da gestire, in quanto non richiedono un intervento legislativo nazionale e possono essere modificate o ampliate in base ai risultati ottenuti. Le zone 30 sono particolarmente indicate per le aree della città dove si concentrano le attività residenziali o di servizio alla popolazione, come le scuole, i negozi, i parchi, ecc.



Per organizzare una zona 30, però, non basta abbassare il limite di velocità: bisogna anche intervenire sul piano urbanistico, per rendere le strade più sicure e confortevoli per tutti. In particolare, bisogna seguire alcuni criteri, come:

La delimitazione delle zone 30 deve essere chiara e coerente, con una segnaletica adeguata che indichi l’inizio e la fine della zona, ed eventuali eccezioni o deroghe.
Le zone 30 devono essere preferibilmente omogenee dal punto di vista funzionale e morfologico, cioè comprendere strade con caratteristiche simili e con una prevalenza di attività residenziali o di servizio alla popolazione.
Le zone 30 devono essere dimensionate in modo da garantire una buona accessibilità pedonale e ciclabile ai servizi di base, come scuole, negozi, parchi, ecc. In generale, si consiglia di non superare i 2 km di diametro per le zone 30.
Le zone 30 devono essere integrate con altre misure di moderazione del traffico, come la riduzione della larghezza delle carreggiate, la creazione di dossi, isole, rotatorie, ecc., la pedonalizzazione di alcune aree, la realizzazione di piste ciclabili, la limitazione del parcheggio, ecc.
Le zone 30 devono essere monitorate e controllate periodicamente, per verificare il rispetto del limite di velocità, l’efficacia delle misure adottate, l’evoluzione degli indicatori di sicurezza, inquinamento, traffico, ecc.
Come si controlla la velocità nelle zone 30?

Il controllo della velocità nelle zone 30 è una misura necessaria per garantire il rispetto del limite di 30 km/h e la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Esistono diversi modi per effettuare il controllo della velocità nelle zone 30, tra cui:

L’uso di autovelox, telelaser, tutor o altri dispositivi elettronici che rilevano la velocità dei veicoli e sanzionano le infrazioni. Questi strumenti sono efficaci, ma anche costosi e impopolari tra gli automobilisti.
L’uso di pattuglie della polizia locale o dei vigili urbani che effettuano controlli a vista o con l’ausilio di strumenti portatili. Questi controlli sono più economici e flessibili, ma anche più soggetti a errori e discrezionalità.
L’uso di misure fisiche di moderazione del traffico, come dossi, isole, rotatorie, restringimenti, ecc., che obbligano i conducenti a rallentare. Queste misure sono più preventive che repressive, ma anche più invasive e impattanti sul paesaggio urbano.
L’uso di campagne di sensibilizzazione e informazione, che mirano a educare i cittadini sui benefici delle zone 30 e sulle conseguenze delle violazioni. Queste campagne sono più persuasive che coercitive, ma anche più difficili da valutare e da mantenere nel tempo.
Il controllo della velocità nelle zone 30 è fondamentale per garantire l’efficacia di questa misura, che ha dimostrato di ridurre gli incidenti, le emissioni, il rumore e di migliorare la qualità della vita nelle città