Elezioni Federciclismo, l’appello delle associazioni

“Serve un presidente che si occupi di sicurezza stradale”

Da lungo tempo le Associazioni e i Movimenti Cicloambientalisti  stimolano la Federazione sportiva del ciclismo a unirsi in una comune e più efficace ricerca della sicurezza sulle strade italiane. Affinché ciò avvenga è necessaria una nuova convergenza sulla visione della sicurezza stradale, sulle cause degli incidenti e sulla pericolosità diretta ed indiretta delle varie categorie di veicoli rivalutando l’approccio alla sicurezza attiva e passiva, in considerazione del fatto che massa e velocità dei veicoli a motore rappresentano la principale fonte di pericolo, in particolare per gli utenti fragili

Questo il documento firmato da noi di Bike4city insieme ad altre 25 tra associazioni, comitati e tre consulte cittadine comunali (Bologna, Roma, Torino), inviato all’assemblea della Federciclismo che domenica prossima dovrà eleggere il nuovo gruppo dirigente per i prossimi quattro anni.

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Bike4city richiede le ciclabili transitorie per il IV Municipio

Bike4city richiede le ciclabili transitorie per il IV Municipio

L’ipotesi di far salire sui mezzi pubblici un numero contenuto di passeggeri è una soluzione che, seppur ridurrà il rischio di contagio, comporterà che un maggior numero di passeggeri,  in mancanza di valide alternative, farà ricorso all’utilizzo dei mezzi a motore privati.

Questo incremento, di utilizzo dei veicoli a motore privati da parte dei cittadini che precedentemente utilizzavano il trasporto pubblico, deve essere evitato, in quanto creerà per l’Amministrazione un serio problema di gestione del traffico con un aggravamento della sicurezza stradale.

 È per questo che Bike4city, unendosi alle proposte fatte da Salvaiciciclisti Roma e Fiab Ruota Libera al Comune di Roma, ha chiesto all’Amministrazione del IV Municipio, nella persona del Presidente del Municipio Roberta della Casa e dell’ Assessore alla Mobilità Andrea Mariotti , la realizzazione  di bike-lane transitorie anche nel IV Municipio come riportato nella lettera a loro inviata

In particolare, segnaliamo le strade più utilizzate dai ciclisti urbani romani del IV Municipio per i loro spostamenti:

  • L’asse via di Portonaccio che collega via Prenestina  alla via Tiburtina. Importante  asse di collegamento utilizzato da tanti per raggiungere sia il Polo Universitario che  quello Ospedaliero
  •  L’asse Via Dei Fiorentini- via dei Monti Tiburtini che collega via Prenestina (lato Centocelle) con il Quartiere di Pietralata   e quello Nomentano (via Rodolfo Lanciani)
  • L’asse viario   Via Belmonte in Sabina – via San Severino Marche –  via Fabriano – via Casale di San basilio  che eviterebbe l’estremo isolamento dei cittadini residenti nei quartieri di Casal Monastero e Torraccia
  • L’asse Tiburtino da Rebibbia  a Piazza di Porta San Lorenzo (attraversando il Polo universitario la Sapienza) utilizzato da pendolari e studenti universitari in bicicletta.

In questo particolare momento storico la bicicletta rappresenta uno dei pochi mezzi di trasporto atto ad assicurare una distanza fisica e non sociale tra le persone, pertanto è il mezzo più idoneo ad affrontare la delicata fase di passaggio tra il lockdown e la normalità, in una società scossa ma forse più consapevole dell’importanza della propria salute fisica.

Finalmente una “sana” pubblicità

Finalmente una “sana” pubblicità

 A Roma spuntano nuove pubblicità di auto. Tra il 3 ed il 4 marzo  in alcune strade di Roma i cartelloni pubblicitari sono stati ritoccati: Sui cartelloni stati incollati messaggi neri su sfondo bianco che richiamano le avvertenze obbligatorie da apporre sui prodotti potenzialmente nocivi per la salute, come ad esempio le sigarette

In Piazza Bologna, sulla pubblicità di un Suv campeggia il messaggio “La velocità nuoce gravemente alla salute”.

Quest’azione riconducibile agli attivisti anonimi pare essere una richiesta di assunzione di responsabilità da parte di chi non si rende conto di avere in mano un mezzo capace di uccidere l’utenza debole della strada.. Lo  stesso che minimizza l’impatto economico e sociale dell’ #EmergenzaStradale

#Bastamortinstrada

#Bastamortinstrada

Nove morti al giorno in Italia per incidenti stradali.  Un morto ogni 14 ore. La strage dei pedoni sulle strade italiane

Lo scorso anno ne sono morti 612, uno ogni 14 ore, il 2% in più rispetto al 2017 e il 7,4% in più rispetto al 2016. Secondo l’analisi effettuata dall’Ufficio Studi Asaps (Associazione amici sostenitori polizia stradale) sulla base dei dati Aci-Istat, 364 delle vittime – più della metà del totale – erano over 65, e sono questi ultimi ad avere anche altissimi indici di probabilità di rimanere feriti.

La criticità maggiore denunciata dall’Asaps riguarda la mancata precedenza al pedone su attraversamento pedonale con 7.245 feriti (7.069 in ambito urbano e 176 su strade extraurbane).

 

A Roma il record di decessi
Trecentotredici su 612 i pedoni che hanno perso la vita su attraversamento pedonale di cui 54 con attraversamento pedonale protetto e 259 in attraversamenti pedonali non protetti da semaforo o da agente. Aumenta anche il numero di morti nelle principali città italiane: il record di decessi a Roma (nel 2018 si sono registrati 59 eventi mortali a fronte dei 49 dell’anno precedente), seguita da Milano (24 nel 2018, 19 nel 2017), Torino con 12, Genova e Napoli 10, Bologna 9, Palermo 7, Catania 4, Firenze, Messina, Verona 3, Trieste e Venezia 2

Secondo l’Osservatorio Asaps nel 2018 sono stati 63 i pedoni uccisi da pirati della strada; 52 nei primi undici mesi del 2019.

“I dati riscontrati dall’Osservatorio Pedoni Asaps – sottolinea il presidente, Giordano Biserni – restano allarmanti. Anche in questo settore, più volte abbiamo sottolineato la necessità di campagne di sensibilizzazione idonee oltre all’esigenza di incrementare la presenza di agenti sul territorio per un maggiore controllo su strada a tutela dei pedoni, tragicamente deboli anche sugli attraversamenti a loro dedicati”.