Suor Teresina di S. Anna – La battaglia della Montagnola

Suor Teresina di S. Anna  – La battaglia della Montagnola

8 settembre 1943si diffonde la notizia dell’armistiziola  Montagnola è in festa, è la gioia della sospirata pace che pregusta il ritorno dei parenti militari. È l’una di notte quando, in direzione dell’EUR, verso il ponte della Magliana, si alza e si estende nel cielo una vasta illuminazione di fuochi di bengala, quindi spari e raffiche ripetute, impressionanti, seguiti da mortale silenzio.

Nei memoriali Don Pietro, parroco della chiesa di Gesù Buon Pastore  il racconto:

Fu all’alba del 9 settembre 1943   che  uscendo per celebrare la S Messa, incontrò alcuni Granatieri insanguinati e laceri per lo scontro armato della sera prima e li accompagnò alle case vicine per le medicazioni sommarie e per un po’ di acqua.  La popolazione si stringe a questi suoi soldati  e ospita nelle case i più bisognosi di soccorso, di cibo e di cure.

10 Settembre La Mattina alle 5 Don Piero è al Forte Ostiense per la solita Messa alle suore e si rende conto dello smarrimento che regna. Gli ufficiali sono quasi tutti tornati a Roma……. . Tra la china del forte verso l’Ostiense, difeso dai Granatieri di Sardegna si accampano due compagnie di bersaglieri e guastatori. Inizia il bombardamento. La resistenza è più accesa che mai ma  arrivano i paracadutisti tedeschi (Diavoli Verdi) ed in poco tempo hanno la meglio. La battaglia durò mezza giornata.

Don Pietro alzò un drappo bianco preoccupato dei 400 ragazzi e trattò la resa con  un ufficiale Tedesco mentre le suore Alcantarine nascondevano nei locali del guardaroba e nei magazzini il maggior numero di granatieri,  travestendoli da inservienti, operai  o improvvisati crocerossini dai bracciali disegnati con croce rossa di sangue, Accompagnandoli  alla spicciolata fuori dal forte li mise in salvo presso le famiglie della borgata. Bassorilievo raffigurante Suor Teresina

Vinta la battaglia e occupata la Montagnola uomini e donne e due sacerdoti, sono costretti a marciare con le mani in alto fino all’Acqua Acetosa e a Vallerano; è l’evacuazione forzata della borgata. I Tedeschi si danno al sacco delle case, delle cibarie, dell’oro, dei corredi da sposa, e finanche i rami e le conche delle umili cucine. Nella casa canonica e nella chiesa verso sera, oltre ai morti e ai feriti, cercarono rifugio i popolani… nel cuore della notte arrivano altri militari sbandati in cerca di abiti borghesi.

Una suora, improvvisatasi infermiera sul campo di battaglia, Suor Teresina di S. Anna (Cesarina D’Angelo)  affrontò in modo eroico un tedesco che rovistava tra i cadaveri dei soldati italiani in cerca di catenine d’oro. Il tedesco venne sorpreso e la suora si lanciò sul predatore, colpendolo in fronte con il crocefisso d’ottone non fermandosi neanche alla minaccia del mitra che il ladro le puntò al viso fino a farlo desistere. Suor Teresina, nel prosieguo della battaglia, cercando i feriti rimase colpita e dopo tre mesi per le ferite morì.  Fu lei la prima partigiana cristiana

 In quei giorni si costituì la prima formazione di partigiani cristiani Avogadro Degli Azzoni forte di 80 giovani, per lo più dell’Associazione “Piergiorgio Frassati” (Azione Cattolica) , operante in tre gruppi: alla Montagnola, alla Collina Volpi e a Testaccio comandata generale Rodolfo Cortellessa.

Per approfondire: http://www.istruzionecaravaggio.it/attachments/article/64/Battaglia.Montagnola.08.09.1943_compressed.pdf