Siamo tutti potenziali bersagli

Siamo tutti potenziali bersagli

Il 10 settembre 1943 fu teatro di uno degli scontri legati alla difesa di Roma.Qui la Divisione Granatieri di Sardegna, dopo aver rifiutato di lasciarsi disarmare dai tedeschi il giorno precedente, diede luogo a furiosi combattimenti, coadiuvata da gruppi di civili.

I tedeschi avanzarono minacciosamente, ma i granatieri resistettero arretrando con ordine e sempre combattendo su di una nuova linea che andava dalla Basilica di San Paolo alla Garbatella. Ebbe così inizio l’ultima battaglia feroce e micidiale tra le case, per le strade, in mezzo alla popolazione, tra tutte le cose civili, domestiche.

I tram correvano alle spalle dei soldati, i ciclisti pedalavano in mezzo alle linee.
Dalla Basilica a Porta San Paolo attraverso i Mercati Generali reparti ed autocolonne si amalgamavano in un inestricabile groviglio. Perduto nel caos ogni collegamento ed ogni vincolo disciplinare, dissolta ogni possibilità di comando, reparti delle più diverse provenienze furono coinvolti in una furiosa battaglia .  Quattrocento civili (fra i quali 43 donne) persero la vita davanti alle mura di Porta San Paolo, in quello che fu l’esordio ufficiale della resistenza al nazismo. Alla battaglia parteciparono alcuni esponenti di spicco dei partiti antifascisti, come i comunisti Luigi Longo e Antonello Trombadori, gli azionisti Ugo La Malfa ed Emilio Lussu, i socialisti Pertini e Zagari e il sindacalista Bruno Buozzi, che fu l’ultima vittima dei tedeschi, mentre erano in fuga dalla capitale, il 4 giugno del 1944.

Qui nel 1995, nel Piazzale Ostiense, rivolto verso la Piramide Cestia,   teatro di quei passati eventi, dove sono tante le persone che quotidianamente entrano ed escono dalla limitrofa stazione metropolitana, venne installato un monumento alla memoria di tutte le vittime dell’olocausto. Si tratta di Tutti Potenziali Bersagli.

Cinque figure di bersagli, ognuno con un triangolo, in rappresentanza delle categorie sterminate all’interno dei campi di concentramento. Da più di vent’anni Tutti potenziali bersagli, così il nome dell’installazione, ricorda ogni giorno ai passanti l’atrocità dello sterminio nazista. Particolare anche la sua storia. Inaugurato nel cinquantenario della Liberazione d’Italia, è stato il terzo monumento romano, dopo quelli dedicati a Giordano Bruno e Walter Rossi, finanziato dalla base popolare (associazioni, centri sociali, case occupate), tanto da essere oggetto di diverse richieste di rimozione.

Oggi il monumento fa parte del patrimonio artistico romano, ed è stato protagonista, nel corso del tempo, di diversi momenti di ricordo con i cinque simboli rappresentanti simultaneamente la volontà di ricordate tutte le minoranze sterminate. Stella di David per gli ebrei, triangolo rosa per gli omosessuali, triangolo marrone per i rom, triangolo azzurro per gli emigrati oppositori, triangolo rosso per i prigionieri politici.

Attualmente Tutti Potenziali Bersagli rappresenta l’unico monumento a Roma dove vengono ricordate anche le vittime omosessuali del nazifascismo fino al 2018.



Porta San Paolo - Siamo tutti bersagli