Nilde Iotti

Nilde Iotti

Nilde Iotti:  (10 aprile 1920 –  4 dicembre 1999), è stata la prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei deputati, nonché prima donna nella storia d’Italia a ricoprire una delle cinque più alte cariche dello Stato. Occupò lo scranno più alto di Montecitorio per tre legislature, dal 1979 al 1992, conseguendo un primato finora incontrastato nell’Italia repubblicana. La sua storia si lega indissolubilmente a quella della Resistenza contro il fascismo. Durante la Seconda Guerra Mondiale partecipa attivamente alla Resistenza organizzando i “Gruppi di difesa della donna” che raccolgono indumenti, medicinali, alimenti per i partigiani e si adoperano per portare messaggi, custodire liste di contatti, preparare case-rifugio, trasportare volantini, opuscoli e anche armi durante le agitazioni nelle fabbriche che portavano ai sabotaggi della produzione.

Nilde IottiPartigiana convinta, con la fine del conflitto mondiale Nilde Iotti divenne, nel luglio del 1945, segretario provinciale dell’Unione donne in Italia. Ma la Nazione pensava già alla ripartenza e alla Ricostruzione e, soprattutto, a dotarsi di un apparato legislativo su cui fondare la nascita della Repubblica italiana. Nel 1946 entrò a far parte, sotto le fila dell’allora Partito Comunista Italiano (Pci) dell’Assemblea Costitutente presieduta da Giuseppe Saragat.  Sin dal suo impegno nella Costituente, Nilde Iotti ha mostrato la sua attenzione per la condizione femminile. Entrò a far parte della sottocommissione impegnata a preparare una stesura di articoli dedicati ai diritti e doveri dei cittadini e con il democristiano Camillo Corsanego sostenne la necessità di emancipare la donna all’interno della famiglia e della condizione sociale. La donna, secondo Iotti, doveva essere pensata non più come moglie e madre, ma come cittadina, con pari dignità sociale e si battè, durante i lavori nella Costituente, per affermare il principio di parità tra i coniugi e il riconoscimento dei diritti dei figli nati fuori dal matrimonio e delle famiglie di fatto. La sua fu una battaglia a tutto campo per l’emancipazione femminile, al punto che intervenendo nella sottocomissione più volte si disse contraria all’introduzione, nella Costituzione, di un articolo che sostenesse il principio dell’indissolubilità del matrimonio. In sostanza, fu il primo passo verso la concessione del divorzio. Si prodiga per i diritti delle donne e per le famiglie, impegno che sostiene ininterrottamente nella sua attività parlamentare, durata 53 anni, e come dirigente del PCI. Promuove, infatti, la legge sul diritto di famiglia del 1975 e le battaglie sul referendum per il divorzio (1974) e per la legge sull’aborto (1978).

Dal 1979 al 1992 ricopre la carica di presidente della Camera, segnalandosi per grande capacità di mediazione. Nel 1993 ottiene l’incarico di presidente della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali. Nel 1997 viene eletta vicepresidente del Consiglio d’Europa. Nilde Iotti, un piccolo passaggio del suo discorso di insediamento alla Presidenza della Camera.