Caterina Picolato -UDI (Unione donne italiane)

Caterina Picolato  -UDI (Unione donne italiane)

Gruppi difesa della donna

Nel gennaio del 1921 Caterina Picolato, a soli 21 anni, aderì al neonato Partito Comunista d’Italia e, nell’aprile successivo, prese parte al III congresso dell’Internazionale Comunista.

Nel novembre 1943, seguendo le Direttive per il lavoro tra le masse femminili decise dal partito, promosse la nascita dei Gruppi di difesa della donna  riunendo gruppi femminili e donne antifasciste d’ogni provenienza con lo scopo  di mobilitare le masse femminili contro l’occupazione e per l’assistenza ai combattenti della libertà. Tali gruppi  avevano lo scopo  di sostenere la resistenza delle donne e portare aiuto alle famiglie dei partigiani, dei carcerati e degli internati in Germania, sia di battersi per l’emancipazione delle donne. Dai gruppi escono le prime gappiste, le partigiane combattenti, le staffette tanto che i Gruppi vennero ufficialmente riconosciute con il loro organo clandestino Noi donne dal Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia.

L’Unione Donne Italiane si costituisce ufficialmente il 1º ottobre 1945 e pochi giorni dopo il primo congresso nazionalevede i Gruppi di difesa della donna confluire nell’unione per creare la più grande organizzazione per l’emancipazione femminile italiana.

Caterina Picolato, dopo la Liberazione, continuò a far parte della Commissione femminile del PCI e nel primo congresso nazionale della Confederazione Generale Italiana del Lavoro svoltosi a Firenze nel giugno del 1947 fu eletta nel Comitato direttivo e nella Commissione femminile nazionale. Continuò a ricoprire tali incarichi anche negli anni successivi e fu tra le protagoniste delle principali rivendicazioni a favore delle lavoratrici, quali la parità salariale e la tutela della maternità. Si batté con grande determinazione per il miglioramento delle condizioni delle lavoratrici a domicilio.

Morì a Roma il 18 febbraio 1963.

Ancora oggi l’obbiettivo dell’UDI è quello di impegnarsi per la difesa dell’autodeterminazione delle donne e di contrastare ciò che viene definita una piaga sociale: la violenza da parte di uomini nei confronti delle donne, specie in ambito familiare. L’UDI ricorda di mettere in pratica quanto riportato nell’art. 51 della Costituzione Italiana, secondo il quale uomini e donne debbano trovarsi in una posizione paritaria in assemblee elettive o luoghi decisionali. L’UDI collabora anche con diverse associazioni per aiutare le donne dei Paesi senza diritti, ad esempio l’AIDOS (Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo), insieme alla quale si impegna nella lotta contro le mutilazioni genitali femminili. Anche in Bosnia hanno sostenuto le donne rimaste sole al termine dei conflitti. Nel 2006 sono state promosse diverse azioni di sensibilizzazione come lo STOP FEMMINICIDIO.