Caterina Martinelli

Caterina Martinelli

Sono le donne che si organizzano per assalire i forni ove si panifica iI pane bianco per fascisti e nazisti. Gli assalti avvengono  per protestare contro la sospensione della distribuzione di patate e farina di latte in tanti quatieri di Roma

Al Tiburtino terzo durante lo sciopero generale indetto per il 3 maggio,  Caterina Martinelli guidava all’assalto di un forno le donne della borgata che la fame e la miseria avevano esasperato dopo un inverno terribile. Mentre ritornavano nelle loro baracche con le sporte piene di pane, le donne furono bloccate da un milite della PAI (Polizia dell’Africa Italiana). Al rifiuto di cedere il pane, quelli spararono con il mitra colpendo Caterina Martinelli, che teneva in braccio la bambina ancora lattante e aveva una grossa pagnotta stretta al petto. La donna stramazzò a terra cadendo sopra la figlia, che sopravvisse ma ebbe la spina dorsale lesionata; altre restarono ferite.” L’assalto al forno al Tiburtino non fu solo un gesto disperato ma un atto di resistenza civile, organizzato.

La Resistenza delle donne a Roma, poco riconosciuta, fu anzitutto resistenza civile che si manifestò in molti modi ma che fu il cuore della Resistenza non violenta.

Tante le donne che spontaneamente ospitavano, nella clandestinità, soldati sbandati  (“i poveri figli di mamma”), partigiani  o perseguitati politici (“metà della popolazione romana vive nelle case dell’altra metà”); donne che, nella retata nazista nel ghetto di Roma,  salvarono bambini ebrei  dichiarandoli propri figli. Oltre che alla Resistenza armata dei GAP, di Bandiera rossa, del CLN, è a questa Resistenza umana e sotterranea che bisogna rendere omaggio

per approfondire:

Il profumo del pane, di Benedetta S. Torchia

La guerra è una cosa da uomini – Benedetta Torchia